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feb 06 2017

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Per una Cassa Previdenziale equa e solidale

La crisi economica e finanziaria che attanaglia l’Italia dal 2008 ormai è divenuta così devastante che ha messo in ginocchio un’intera struttura sociale che andava avanti da decenni , colpendo anche i ceti medi o medio-alti della società.

Sicuramente gli avvocati, al pari di altri professionisti, legati all’andamento sociale ed economico di una nazione stanno segnando il passo per la diminuzione del potere di acquisto interno della moneta, per la riduzione drastica del contenzioso, per l’accesso facile di tante famiglie al gratuito patrocinio, per i costi elevati del giudizio, ma soprattutto per  una concorrenza sleale e indecorosa di parte della categoria di ridurre gli onorari in modo esorbitante per accaparrarsi clienti . Tutto ciò costituisce il limite di uno Stato che non riesce a garantire ai tanti avvocati, giovani e non, un decoroso compenso nemmeno di sussistenza o di agevole vita quotidiana. L’Avvocatura che secondo il Costituenete  deve tutelare il cittadino contro il sopruso degli altri membri della comunità e contro gli abusi della P.A.  segna il passo nella dinamica sociale e storica di questo Paese e lascia sulla strada tanti Avvocati costretti allo sciopero della Fame . E’ una vergogna nazionale. Non risulta che in altri Paesi europei gli avvocati sono allo stremo e costretti a cancellarsi dall’Albo professionale. In Italia avviene questo dramma sociale e culturale e nessuna Rappresentanza Istituzionale dell’Avvocatura sembra accorgersi di tanto , e farsi portavoce di fermare questo degrado , iniziando con il blocco dell’iscrizioni o con la chiusura delle iscrizioni a quanti giungono alla professione  come impiegati ed in pensione, o alle iscrizioni facili per i tanti percorsi elusivi dell’esame di accesso in Italia, o addirittura chiedere seriamente  il numero programmato a giurisprudenza o proponendo una razionalizzazione sul territorio di questa professione , in base alla densità demografica.

Avvocati italiani uniamoci per battere il silenzio e la disinformazione sulla qualità della vita professionale, e riprendiamoci il diritto costituzionale di essere degna categoria sociale contro coloro che vogliono annientare e distruggere la professione di Avvocato , al fine di ripensare ad un modello sociale dell’Avvocatura di tipo tedesco o francese , rivendicando l’esclusiva della difesa non solo processuale ma anche contrattuale e di consulenza , espellendo dall’avvocatura , i cosiddetti giuristi di impresa figli del capitalismo più becero e finanziario, e quanti vogliono ridurre l’avvocato a dipendente dei poteri forti.

Occorre un piano nazionale per l’Avvocatura che preveda la tutela della professione per quanti giovani vogliono entrarci per svolgere questa professione come unica attività di vita e vietare l’accesso da parte di chi ha già un lavoro ed un reddito professionale, con un legame territoriale programmato e un percorso qualificante per l’esercizio della professione , con un percorso diverso da quanti utilizzano il corso di laurea in giurisprudenza per scopi di impiego pubblico. Occorre una tutela del decoro e della dignità professionale con maggiore peso sociale inclusivo anche di altre categorie sociali affini .

Solo con un piano mirato e specifico si potrà risollevare l’avvocatura dall’abisso nel quale è caduta sia per  la crisi economica sia per uno Stato distratto , avido e sordo della funzione sociale svolta da questa categoria professionale , recuperando la brillantezza e la dignità di professione libera , autonoma e indipendente .

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