Nuove tecnologie

Internet

banner-nuove-tecnologieInternet è una fra le poche invenzioni dell’uomo che lui stesso non capisce fino in fondo (Eric Schmidt).

Intangibile e al tempo stesso in metamorfosi costante, Internet diventa sempre più grande e più complessa ogni anno che passa.

Più questo spazio cresce, più è destinato a cambiare la nostra comprensione di ogni aspetto della vita, dalle piccole incombenze quotidiane a questioni di più rilevante importanza che riguardano l’identità, le relazioni e perfino la nostra stessa sicurezza.

Eric Schmidt e Jared Cohem, nel libro “La nuova era digitale. La sfida del futuro per cittadini, imprese e nazioni”, affermano che la più grande maggioranza di noi si troverà sempre più spesso in condizioni di vivere, lavorare ed essere governata in due mondi contemporaneamente.

Nel mondo virtuale sperimenteremo tutti un certo grado di connettività, rapida e associabile a una vasta gamma di dispositivi. Nel mondo fisico dovremo invece continuare a lottare contro la geografia, la canalità delle nascite, i lati buoni e cattivi della natura umana.

A volte questi due mondi si limiteranno a vicenda, altre entreranno in conflitto, a volte renderanno più intensi e più rapidi fenomeni dell’altro mondo. Così che una diversità di grado diventerà una diversità di genere.

La rete ha una grande importanza nell’emancipazione dei popoli e nella denuncia delle azioni liberticide ad opera dei regimi più repressivi del mondo. Internet serve a comunicare per trasmettere idee e informazioni spesso nascoste. Tv satellitari, cellulari con fotocamera, face book, youtube e twitter hanno reso universale l’accesso all’informazione conferendo più forza all’individuo.

Ma il traffico dei dati ha generato la presa di coscienza degli Stati a poter esercitare il controllo generale dei cittadini, nonché delle imprese multinazionali di poter usare speculativamente i dati acquisiti attraverso gli strumenti tecnologici.

Si registrano, quindi, abusi di potere e comportamenti scorretti nel mercato e sul piano della concorrenza.

Si è scritto che Internet e la sua gestione stanno passando da un settore “open source” governato dal basso ad un settore strategico ed invasivo guidato dall’alto.

Ma vi sono altri aspetti da porre in evidenza. Per autogovernarsi e diventare cittadini anziché sudditi è necessario poter accedere a informazioni adeguate specialmente riguardo alle politiche statali.

Di qui il valore di una stampa libera.

Un tempo era un grave reato rivelare cosa veniva detto in parlamento, ma ad un certo punto la trasparenza nel governo è divenuta la norma. Le informazioni che dalle istituzioni arrivano ai cittadini sono solo una parte di un flusso di bidirezionale.

Ci deve essere anche un modo, per i cittadini, d’influenzare la politica e i governanti.

Perché questo possa accadere occorre che si formi una opinione pubblica.

Attraverso un dibattito civile e razionale sulle varie questioni si viene a creare una vera opinione pubblica.

Con questi concetti Horward Rheingold, nel libro “Perché la rete ci rende intelligenti” solleva il problema che la scienza delle pubbliche relazioni, assai bene corazzata, sta per deformare la formazione dell’opinione pubblica, manipolandola.

Tutti noi viviamo in una “società dello spettacolo” con una manipolazione da parte di potenti che in gran parte possiedono e sfruttano i principali mezzi di informazione.

In quest’ambito la rete può avere una funzione innovativa dei modi dell’informazione e salutare per la verità.

Horward Rheingold suggerisce di imparare a partecipare alle discussioni politiche e ad impegnarsi per alzare il livello del dibattito della sfera pubblica dei social media.

Questo è il metodo da seguire: “contestare le posizioni, non attaccare le persone, citare le prove, essere disponibili a cambiare idea, impegnarsi in azioni collettive basate su dati concreti”.

Solo così si può capire come devono funzionare le reti e trovare un posto adeguato al loro interno.