il sole 24 ore logosab. 21 – A distanza di quasi un anno è possibile tracciare un primo bilancio della legge 4/13, che rappresenta il primo tentativo di dare una specifica disciplina alle “professioni non organizzate” in Ordini o collegi.
L’articolo 1 della legge 4 stabilisce che la disciplina riguarda solo le attività economiche volte alla «prestazione di servizi o opere a favore di terzi esercitate abitualmente o prevalentemente mediante lavoro intellettuale o comunque con il concorso di questo con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’articolo 2229 del Codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative». Precisazione, ques’ultima, scontata perché da sempre queste attività sono tipiche di imprenditori e non di professionisti.
L’attuazione di questa legge è stata affidata a tre organismi:
– il ministero dello Sviluppo economico deve tenere gli elenchi delle associazioni professionali in possesso di determinati requisiti cui possono aderire (non è quindi un obbligo) quanti (persone fisiche e società) esercitano le attività previste dalla legge 4. Il ministero ha inserito nel sito internet un primo elenco di Faq sul tema;
– l’Ente nazionale di unificazione (Uni) ha il compito di definire le “normative tecniche” per lo svolgimento di queste attività;
– Le “associazioni professionali”, di natura privatistica, che hanno i requisiti organizzativi e tecnico-scientifici idonei per la formazione dei propri iscritti e per la vigilanza sulla loro condotta professionale, tramite i quali possono iscriversi negli elenchi del ministero dello Sviluppo economico. Nelle Faq si precisa che i professionisti, iscritti o meno alle associazioni, possono esercitare anche attività riservate a patto che dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo Albo professionale. Per quanto riguarda le associazioni, l’iscrizione nell’elenco del ministero dello Sviluppo economico (articolo 2, comma 7) ha «una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del ministero dello Sviluppo economico».
Nel sito del ministero sono elencate 28 associazioni che possono rilasciare un attestato di qualità, che l’iscritto può evidenziare nella propria corrispondenza, pubblicità eccetera; il richiamo all’associazione costituisce un marchio di qualità dei servizi prestati. Nel sito del ministero sono elencate inoltre cinque associazioni che hanno gli stessi requisiti delle precedenti ma non rilasciano tale attestato.
Nel sito dell’Uni sono elencate le otto norme tecniche, relative ad altrettante attività emanate dopo la legge 4, cui si aggiungono dal 2 dicembre le norme sull’attività di tributarista che da decenni è stata motivo di forti contrasti con i professionisti della materia inquadrati negli Ordini. Le otto norme riguardano i professionisti del settore Ict, le figure dell’osteopata, del naturopata, del comunicatore, del chinesiologo, del fotografo operante nell’ambito della comunicazione visiva, dell’esperto in risarcimento danni, dell’esperto di diagnostica delle macchine. L’Uni, in precedenza, aveva emanato 50 norme tecniche attinenti alle professioni non regolamentate tra le quali vi sono gli esperti nella logistica, in gestione dell’energia, in sicurezza aziendale. Alessandro Selmin

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