L’ASSOCIAZIONE ANAI ha fatto approvare dal Congresso Nazionale Forense, tenutosi a Catania il 4-5-6 ottobre 2018, la seguente mozione recepita in un disegno di legge:

Considerato che il procedimento sommario di ingiunzione per somme di danaro o per la consegna di cose mobili può essere delegato all’avvocato interessato, nel rispetto delle regole vigenti e sotto la sua responsabilità, con notevole sollecitudine e con risparmio rispetto ai costi previsti a carico dell’ufficio, si chiede che venga sollecitamente disposta la delega legislativa per la relativa attuazione”.

Il DDL 755, presentato al SENATO DELLA REPUBBLICA su iniziativa dei senatori Ostellari, Romeo, Pillon, Pellegrini e Candura, contiene la seguente proposta:

Art. 1. 1. Al libro sesto, titolo I, del codice di procedura civile, dopo il capo I è inserito il seguente: «CAPO I-BIS DEL PROCEDIMENTO DI INGIUNZIONE SEMPLIFICATO – Art. 656-bis. (Atto di ingiunzione di pagamento). – L’avvocato munito di mandato professionale, su richiesta dell’assistito che sia creditore d’una somma liquida di danaro, emette un atto di ingiunzione di pagamento con cui ingiunge all’altra parte di pagare la somma dovuta nel termine di venti giorni, con l’espresso avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in mancanza di opposizione, si procederà a esecuzione forzata: a) se del diritto fatto valere si dà prova scritta ai sensi dell’art. 634; b) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione d’un processo; c) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata. Nell’atto di intimazione sono quantificate le spese e le competenze e se ne ingiunge il pagamento.

Art. 656-ter. – (Verifica dei presupposti).

È onere dell’avvocato che emette l’ingiunzione, a pena di responsabilità civile e disciplinare, verificare la sussistenza dei requisiti previsti dall’art. 656-bis. Nel caso in cui l’avvocato ometta con dolo o colpa grave la puntuale verifica della sussistenza di tali requisiti, ne risponde disciplinarmente dinanzi al competente ordine professionale e deve rimborsare le spese giudiziarie sostenute e i danni subiti dal soggetto erroneamente ingiunto. L’atto di ingiunzione è notificato a mezzo posta elettronica certificata o attraverso la notifica a mezzo posta.

Art. 656-quater. – (Opposizione giudiziale). – L’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario competente per valore con ricorso notificato all’avvocato che ha emesso l’ingiunzione di pagamento. Si applica per quanto compatibile la disciplina prevista degli artt. 645 e 647.

Art. 656-quinquies. – (Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizione). – Il giudice istruttore, se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, la rigetta con decreto motivato in prima udienza, senza svolgimento di alcuna istruttoria, concedendo, con ordinanza non impugnabile, l’esecuzione provvisoria dell’atto di ingiunzione. Il giudice ha l’obbligo di motivare la mancata condanna della parte soccombente ai sensi dell’art. 96.

Si applicano per quanto compatibili gli artt. 648, 650, 652, 653 e 654».

Art. 2.

1. Dopo l’art. 492-bis del codice di procedura civile è inserito il seguente:

«Art. 492-ter. – (Ricerca preventiva con modalità telematiche dei beni da pignorare (ante causam)). – Su istanza del creditore, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria e il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’art. 547, dell’indirizzo di posta elettronica certificata. L’istanza può essere proposta preventivamente e prima dell’avvio di ogni azione giudiziaria volta al recupero del credito.

Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’art. 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l’autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che il difensore munito di apposita delega acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre a esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

Terminate le operazioni, il difensore redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze».

Art. 3.

1. All’art. 653 c.p.c. è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Il giudice ha l’obbligo di motivare la mancata condanna della parte soccombente ai sensi dell’articolo 96».

La Commissione Giustizia dovrebbe approvarlo, dopo le audizioni del 14 marzo 2019, rimettendolo all’assemblea di palazzo Madama.

ANAI SEZIONE SALERNO – IL PRESIDENTE

Avv. Giuseppe Spagnuolo

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