Cassazione stringe sul reato fiscale

Il giudice deve sempre disporre la confisca per equivalente a carico dell’imprenditore indagato per frode fiscale anche senza il sequestro. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 52998/18, ha accolto il ricorso della Procura di Ancona. Sul reato previsto dall’articolo 2 del dlgs. 74/2000, la terza sezione penale ha sancito la necessità del dolo specifico e soprattutto ha precisato che l’illecito genera sempre un profitto ingiusto pari all’evasione delle imposte. E infatti, si legge nella sentenza, essendo la confisca , quantomeno della forma cosiddetta per equivalente, obbligatoria per il menzionato reato, sia in forza delle disposizioni richiamate in ricorso e più sopra indicate, sia in forza del vigente art. 12 bis dlgs. 74/00, la sentenza della Corte d’appello di Ancona avrebbe pertanto dovuto disporla o, comunque, motivare in ordine alla concreta insussistenza dei relativi presupposti che sembrano invece emergere dall’accertamento compiuto. Del resto, in tema di confi sca per equivalente, il giudice della cognizione, nei limiti del valore corrispondente al profi tto del reato, può emettere il provvedimento ablatorio anche in mancanza di un precedente provvedimento cautelare di sequestro e senza necessità della individuazione specifi ca dei beni da apprendere. La vicenda riguarda un imprenditore indagato per emissione di fatture false e uso delle stesse nella dichiarazione dei redditi. Il giudice non aveva disposto il sequestro né per l’uno né per l’altro capo di imputazione. La Procura della Corte d’appello ha presentato ricorso in Cassazione vincendo solo in relazione alla frode fi scale per la quale la confi sca dev’essere sempre disposta. Invece, chiariscono gli Ermellini, a fronte della commissione del delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti, un eventuale illecito profi tto consegue di regola non già alla commissione dei suddetto reato da parte dell’emittente, bensì alla (eventuale) commissione, da parte del destinatario della fattura, del diverso reato di cui all’art. 2 dello stesso decreto (frode fiscale).

(Tratto da: Italia Oggi)

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