La Corte di Appello di Brescia, con una innovativa sentenza (la n. 4 del 03.01.2019) ha interpretato in modo nuovo il disposto di cui all’art. 66, comma 3 disp. att cod. civ.

Ricordiamo che con la riforma delle norme sul Condominio (L. 220/2012 in vigore dal 18.06.2013) è stato fortemente innovato l’art. 66 delle disposizioni attuative del codice civile in tema di convocazione assembleare; sino ad allora, invero, la Suprema Corte poneva il principio per cui  <<in tema di condominio degli edifici, non è previsto alcun obbligo di forma per l’avviso di convocazione dell’assemblea sicché la convocazione può esser fatta anche oralmente, in base al principio della libertà della forma …>> (Cass. Civ. n. 8449/2008; ex pluribus, conformi, Cass. Civ. n. 8449/2008; Cass. Civ. n. 2450/1994) salvo diversa specifica previsione del regolamento condominiale <<Il regolamento convenzionale del procedimento di convocazione dell’assemblea condominiale contenuto nel regolamento condominiale, che prescrive determinate modalità per l’avviso di convocazione, ( ……….)  è fonte di diritto per ciascun condomino, la cui violazione non può che dar luogo a deliberazioni contrarie alla legge ….>> ( Cass. Civ. sent. 1515/1988).

Con la citata riforma, il legislatore ha posto l’attenzione, tra l’altro, sulle modalità di convocazione prevedendo che l’avviso <<deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza, in prima convocazione, a mezzo posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano …..>>.

La Corte di Appello di Brescia, invece, nel decidere in merito ad un’opposizione la cui convocazione era stata inviata dall’amministratore al condomino a mezzo e-mail (su espressa indicazione del condomino stesso) così osserva <<se invero è corretto ritenere che unico strumento equipollente alla raccomandata ( …. ) è la comunicazione PEC ( … )  tuttavia nel caso in esame è stato lo stesso condomino (…) ad aver richiesto la comunicazione avverso un mezzo “informale” quale la e-mail …>>: alla luce di tale argomentazione, la Corte riconosce la legittimità dell’invio a mezzo e-mail .

La decisione è decisamente innovativa e, come si nota, ad un’interpretazione letterale della legge, apparirebbe in contrasto con la disposizione normativa che sembra, invece, aver tipizzato gli strumenti di convocazione assembleare, come invero riportato da parte della dottrina dopo l’approvazione della riforma.

A parere di chi scrive, però, la sentenza può assumere, laddove trovasse seguito nella successiva giurisprudenza di merito e di legittimità, carattere di pietra miliare: la volontà del Collegio di Brescia, a ben vedere, è stata quella di responsabilizzare il condomino.

Invero, se il condomino, pur avendo certamente il diritto di poter richiedere che tutte le comunicazioni gli pervengano con uno degli strumenti tipizzati dal legislatore, opti per richiedere che l’invio avvenga a mezzo e-mail (ovviamente, a tutela del Condominio e dell’amministratore, tanto deve essere formalizzato per iscritto e, in tale senso, l’aggiornamento costante dell’anagrafe condominiale può rappresentarne la soluzione più appropriata soprattutto in casi del genere in cui il condominio richiede l’invio con strumenti “informali” [per usare le parole della Corte]) non può, a parere di chi scrive – in adesione con il convincimento dei giudici di Brescia – dolersene di tanto.

Non si nasconde che la maggiore criticità riguardi, invero, l’onere probatorio: è noto, infatti, che compito del condomino è semplicemente affermare di non aver ricevuto la convocazione (o, per interpretazione analogica, la delibera, in caso di assenza dall’assemblea) non potendo fornire prova di un fatto negativo, ed è altrettanto noto che, come afferma la Corte, l’unico strumento equipollente alla raccomandata è la PEC; però è altrettanto vero che esistono numerosi software che comunicano a chi invia una e-mail per sapere se la stessa sia stata ricevuta: l’utilizzo di tali strumenti informatici consentirebbe, a parere di chi scrive, di adempiere all’onere probatorio richiesto al Condominio di dimostrare l’avvenuta tempestiva convocazione. Al contempo, anche se ovviamente non è questo il caso specifico di cui si tratta, si potrebbe consigliare all’amministratore di richiedere una mail di conferma della ricezione, in modo da equiparare tale invio alla consegna a mani.

Avv. Stefano Bouchè

Avv. Vincenzo Palmieri

Commissione Diritto Civile – Anai Napoli

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