ANCHE A BARI LO STESSO PROBLEMA. NON SI TRATTA DI INTERPRETAZIONE DELLA NORMA DI LEGGE VISTO CHE ABBIAMO AVUTO L’INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL LEGISLATORE.

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE DEVE MOSTRARSI PRESENTE E PRENDERE POSIZIONE PER FAR SAPERE ALLE SEZIONI E AGLI ISCRITTI COME DEBBONO COMPORTARSI. OCCORRE FARE RICORSI CONTRO GLI INCANDIDABILI LOCALI O STARE ALLA FINESTRA SENZA FARE POLITICA GIUDIZIARIA ATTIVA E RINUNCIARE ALL’AZIONE PER UN RISPETTO DELLE NORME E UNA QUALITA’ DELLA VITA?. BEN VERO CHE CIASCUNO HA DIRITTO DI SOSTENERE LE TESI IN OGNI GRADO E LUOGO MA ALTRO E’ SFIDARE IL BUON SENSO, LA CORRETTEZZA E LA RAPPRESENTANZA DEGLI ALTRI.
Altro problema è l’azione operativa dell’OCF: il suo ruolo è esecutivo delle decisioni del Congresso e, quindi, deve sollecitare in ogni luogo e ogni momento l’attuazione delle mozioni approvate a Catania, oppure è di mera immagine in attesa di avere sempre disposizioni nuove, per cui ogni sospiro deve essere manifestato dal mandante, come si ritiene (vedi intervista del presidente) per convocare un nuovo Congresso a Roma per parlare di nuovo di riforme civili e penali, come se non fosse stato detto nulla sinora.
Infine deve essere chiarito il ruolo della nostra Associazione e delle sezioni autonome locali, al fine di stabilire quello che si può proporre ai propri associati senza attendere le istruzioni dal vertice per ogni respiro.
Avv. Giuseppe Spagnuolo

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