Il Ministro Di Maio e la Cassa Forense

   L’ANAI in merito alle recenti esternazioni del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico che ha rappresentato la possibilità di inserire nella legge di stabilità l’obbligo per le Casse delle professioni di finanziare una “piattaforma” pubblica sulla quale far convergere il risparmio investito dai liberi professionisti esprime la propria contrarietà alla distrazione di risorse destinate a garantire il sistema previdenziale gestito dalla Cassa Forense.

   La legge di privatizzazione delle Casse (D.Lgs. 509/1994) concede alle stesse l’autonomia dal sistema previdenziale nazionale a fronte del divieto per lo Stato di intervenire sulle stesse anche in caso di default.

   Le Casse sono un raro esempio di virtuosa autonoma sostenibilità.

   La difesa della propria autonomia e del proprio patrimonio si correla alla funzione solidaristica che la Cassa Forense esercita nei confronti di tutti gli Avvocati ed è il motivo per cui le Casse sono state riconosciute dall’Unione Europea enti al di fuori del mercato e delle leggi della concorrenza.

   Già in passato il tentativo di riportare le risorse delle Casse nel bilancio deficitario degli enti previdenziali pubblici è stato contrastato, sia a livello nazionale che europeo.

   Paladino di questa battaglia è stato il compianto Maurizio de Tilla, fondatore di ANAI, il quale si è battuto, sempre con successo, da Presidente di Cassa Forense, di Adepp e di Eurelpro, contro ogni aggressione al patrimonio delle Casse, cui spesso i Governi hanno guardato con pericolosa cupidigia.

   Peraltro, con l’occasione l’ANAI si dichiara anche contraria a scelte già operate dalla Cassa Forense per l’autonoma iniziativa di partecipare a determinati progetti di finanziamento di start-up (10 milioni di euro a FICO Eataly World).

   La Cassa non ha bisogno di un ritorno di immagine, dovendo primariamente garantire la sua già difficile sostenibilità per le future generazioni, specie in una fase di particolare crisi.

   Il legislatore ha già intaccato la sostenibilità nel prevedere che, tramite il socio di capitale parte dei proventi dell’attività professionale sia sottratta al relativo regime previdenziale.

   Non si può infine non ricordare che si tratta di investimenti comunque ad alto rischio, e che su 8.400 start-up quelle strutturate sono solo 30.

                                                               Avv. Isabella Maria Stoppani

                                                                         Presidente ANAI

21 Responses to Anai e la proposta di Luigi Di Maio
  1. Mi spiace per chi non ha ricevuto solidarietà ed aiuto fattivo dalla nostra cassa nel momento del bisogno. Io invece sono stato fattivamente aiutato: dopo l’intervento di laringectomia nel 2008 mi è stata liquidata una pensione di invalidità pari al 70% di quella di anzianità maturata all’epoca e mi è stato pagato un congruo contributo per l’impossibilità di lavorare per sei mesi.
    In ogni caso tutti coesi dobbiamo opporci ad ogni tentativo da parte del Governo di sottrarre autonomia alla gestione della cassa perchè non esiste peggiore gestore dello Stato che mira solo a compiacere il politico di turno. Buon lavoro a tutti

  2. Cara Presidente,
    la proposta ha un vago sapore di beffa. Dopo tutte le aperture che il ministro e vice premier Di Maio ha formulato nei confronti dei professionisti e, in particolare, degli avvocati, il voler finanziare “suoi” progetti con i soldi delle Casse di previdenza giunge come una pugnalata alle spalle. Per noi e per chi ci ha preceduto nella difesa della autonomia e della integrità di Cassa Forense, per tutti ricordo colui che sul tema ha speso grandi e decisive energie, il compianto presidente Maurizio De Tilla
    E’ già un grande risultato per lo Stato non avere il carico della previdenza e dell’assistenza dei professionisti; si tenesse quello!
    Peraltro il patrimonio delle Casse potrà servire nel futuro per fronteggiare le esigenze di copertura degli oneri previdenziali, laddove il numero degli iscritti dovesse sensibilmente ridursi, con conseguente riduzione delle entrate correnti, utili a coprire gli oneri pensionistici.
    in ogni caso il sacrificio virtuoso degli avvocati deve andare a loro beneficio e non può essere malversato.
    Ho letto anche interventi di critica o di scetticismo nei confronti della nostra previdenza da parte di alcuni colleghi.
    Sul punto voglio dire che ciascuno di noi deve approfondire la normativa perché la mancata conoscenza di taluni istituti, previdenziali o assistenziali, determina la mancata richiesta di benefici importanti e, poi, la conseguente doglianza di “assenza” della nostra Cassa.
    Caro Presidente la cultura previdenziale deve crescere e tutti abbiamo il dovere di contribuire ad un grande processo di partecipazione, che deve interessare tutti gli iscritti.

  3. Ritengo che la proposta anomala di attingere dalla Cassa, alias dalle tasche dei poveri professionisti, al precipuo scopo di finanziare e di sopperire al deficit di bilancio dello Stato, realizzi uno snaturamento della finalità per cui la predetta Cassa forense è preposta.
    In effetti, la proposta avanzata dal Governo, si appalesa del tutto incostituzionale ed illegittima, sia perchè contraria al rispetto del principio della gerarchia delle fonti, che soprattutto per la realizzazione di uno sviamento di potere.
    Naturalmente, urge una proposta seria, a mezzo petizione o esternazione di protesta collettiva, con cortei su su Roma capitale.

  4. Di Majo vatte a fa una passeggiata in Germania

  5. Ci tengo a far sapere al Ministro Di Maio, che la situazione dei liberi professionisti italiani è a dir poco drammatica!!!
    Viviamo in uno Stato che “punisce” la libera iniziativa privata, sia essa in forma di impresa, sia essa in forma di professione liberale … chi opera, produce, crea, presta la propria opera intellettuale, è sempre visto dallo Stato come un soggetto da vessare, controllare, e spremere come un limone!!! Lo Stato pretende ma non dà, impone e non offre mai libertà d’azione e di scelta!!! Le Casse Professionali sono uno dei tanti emblemi di questa vessazione continua e legalizzata!!!
    Ci impongono l’obbligo di versare i contributi dietro il ricatto di privarci della permanenza nell’Albo Professionale, come se qualcuno ci regalasse questo diritto guadagnato con sacrificio e lavoro, e pagato anno per anno!!!
    Ci fanno versare importi che mai potremo recuperare, viste le miserrime pensioni che poi ci andranno a riconoscere!!!
    Ed ora arriva pure il Ministro a fare con i nostri soldi, soldi “estorti” ai professionisti, operazioni di cui non vi è alcuna certezza!!!!
    NO CARO STATO!!!
    Non permetteremo a nessuno di continuare a giocare con la nostra Libertà e la nostra vita!!!
    Pensate ad ABOLIRE gli obblighi, pensate a dare un senso reale e concreto all’aggettivo LIBERA riferita alla Professione!!!
    Iniziate a premiare chi osa e rischia in proprio, invece di continuare a massacrarlo e punirlo!!!
    Abbiamo sopportato tanto, troppo …. e lo abbiamo fatto perché amiamo il nostro lavoro … ora BASTA!!!
    Se ancora si pretendera’ sacrifici da Professionisti ed Imprenditori, sappiate che questo Paese andrà a fondo!!!
    Perché è la libera iniziativa privata che regge l’economia!!!
    Soffocate il privato, ed avrete ucciso il Paese!!!!
    Lo sappia caro Ministro … Lei che non ha idea di cosa sia il lavoro, se lo faccia spiegare da chi quotidianamente vive e lotta nella trincea del lavoro!!!

  6. Ennesima vergogna. Evidente tentativo di mettere le mani nelle tasche altrui laddove non contenti di quanto già si accaparrano senza ragione. È però arrivato il momento di dire basta, ma non solo per detta ultima diatriba ma per tutto. La politica non può essere un mestiere ma deve essere, così per come è stata concepita, una missione non retribuita.

  7. condivido e invito l’associazione a proseguire nel contrasto della scellerata iniziativa del governo, promuovendo campagne di mobilitazione ed eventualmente di raccolta firme.
    Grazie

    • Ricordo la battaglia svolta dal collega e amico Maurizio De Tilla già una volta che il governo (di sinistra) tentò di appropriarsi della nostra Cassa. Oggi il nuovo esecutivo ci riprova in quanto la nostra Cassa fa gola per andare a chiudere i buchi del bilancio di Stato e per realizzare le promesse folli che avevano fatto i due partiti oggi al governo. Bisognerà ricordare che la norma comunitaria, che ha riconosciuto l’autonomia e l’indipendenza della nostra Cassa, deve prevalere sulla normativa interna soprattutto quando la manovra è effettivamente un tentativo di furto ai danni di tutti gli avvocati iscritti alla Cassa.
      Sono anche d’accordo che venga giustificato un intervento sul mercato finanziario da parte della Cassa Forense perchè ne mancano tutti i requisiti e comunque si tratta di investimenti ad alto rischio. Faccio presente che un’iniziativa del genere potrebbe servire al governo per dimostrare che è fuori da ogni obiettivo previdenziale per cui si aprirebbe la strada all’ipotesi ventilata dal governo. Un vero e proprio suicidio che consegnerebbe le nostre prospettive di pensionamento nelle mani di un governo che ha dimostrato in pochi mesi di lavoro la capacità di fare disastri in tutti i settori, a partire da quello economico.
      Spero che si dia una risposta forte al Ministro della Giustizia e poi a quello dell’Economia se la proposta venga portata avanti.

  8. Solidarizzo con Eleonora, per la sua vicenda personale.

    Chiedo che dobbiamo promuovere battaglie per garantire ciascun iscritto, e, nel contempo perseguire i furbi.

    Ad ogni buon conto, condivido la nota della Collega ANAI, per evitare che i nostri sacrifici siano vanificati da leggi ingiuste.

    Buon lavoro e buona salute a tutti

  9. L’Inps é un pozzo senza fondo il cui dissesto è dovuto ad elargizioni reiterate nel corso di decenni di politica scriteriata. Chiunque capirebbe che migliaia di raccomandati nullafacenti assunti negli enti locali, oltre che gravare sul contribuente negli anni in cui fingono di lavorare, finiscono per gravare ulteriormente negli anni della pensione.

  10. pieno appoggio ,concordo grazie per l’info e buon lavoro

  11. Assolutamente d’accordo su tutta la linea!

  12. Condivido pienamente le preoccupazioni di noi tutti… Continuiamo ad opporci con forza ai continui tentativi di aggressione del nostro futuro… Pieno sostegno a qualsiasi azione

  13. Avanti tutta pieno sostegno. Non voglio finanziare le loro folli proposte assistenziali.

  14. Brava. Meriti ampio consenso. L’ANAI è vivi e vitale. Si vede proprio nei momenti più critici e difficili per aggressione da parte del potere forte.
    Giuseppe.

  15. Condivido
    E vi chiedo di lottare per la nostra autonomia
    Non arrendetevi a logiche di opportunità
    Grazie per la chiarezza

  16. Finalmente parole chiare sulla questione.
    Grazie al Presidente Stoppani

    • Quale solidarietà?
      Non mi è stata riconosciuta l’invlalidità nonostante da più medici mi venga consigliato di svolgere altra attività e concordino con la evidentemente riduzione alla
      mia capacità lavorativa. Non ho potuto chiedere nessun tipo di assistenza perché alcuni amici/che mi preparavano lettere e/o atti nei periodi in cui stavo male. Mi è stato detto che potevo controllare la mia salute mediante una dieta, ( nefrectomia/impianto uretere-vescica rene superstite , endometriosi severa) mi hanno detto che con l’intervenTi si isterectomia e asportazione si ovaie dall’endometeiosi ero guarita, peccato che ho dovuto subire altri 3 interventi e di sicuro la malattia è una bestia che non mi vuole dare pace. Non ho la possibilità come se fossi dipendente pubblico o privato di anticipare la pensione anzi proprio a causa della malattia i miei redditi sono calati e non si sono più ripreso e la cassa non mi ha riconosciuto degli anni per i quali avevo corrisposto, con sacrificio, quanto mi veniva chiesto di pagare. Quindi a causa della malattia ( per Cassa ininfluente) ho dovuto sottopormi a interventi e assentarmi dal lavoro con evidente riduzione dei compensi. Cosa ha fatto la Cassa? Non mi ha riconosciuto quegli anni ai fini pensionistici ritardando per me quel momento quando credo non vi sia dubbio che le mia aspettative sulla durata della viita siano inferiori rispetto alla generalità degli iscritti.
      Quindi di quale solidarietà parliamo!

      • Sono stato vittima di incidente stradale e francamente i benefici di cui si parla relativamente alla nostra Cassa di appartenenza non li ho notati.
        Ad eccezione di un rimborso spese di un quinto rispetto a quelle che io ho sostenuto nello stato di necessità, ma grazie ad UniSalute, nessuno mi ha contattato e mai è stato aperto il sinistro per Cassa.
        Anche io francamente non comprendo di quale solidarietà e di quale vantaggio gioviamo.
        Per inciso tengo a precisare (anche se si tratta di problemi di gran lunga meno gravi rispetto al post che precede) che ho subito la frattura del polso sinistro (braccio per me prevalente) ed oltre a non poter guidare, non riuscivo neppure a scrivere di mio pugno.
        Giuseppe Merola (foro di Latina)


[top]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *