Niccolò Machiavelli

Per Machiavelli l’uomo è tutt’altro che padrone del proprio destino, deve fare i conti con i tempi, le cose, con le variazioni degli uni e delle altre; né può pensare di poter imitare, in mo­do compiuto, le vie già battute, perché «non si possono le vie d’altri al tutto tenere», né «aggiungere» alla virtù di quelli che si scelgono come esempi da imitare.

Machiavelli si propone, sulla base della conoscenza della storia e dell’educazione imperniata sulla imitazione degli antichi, di individuare delle regole in grado di poter prevede­re ed agire limitando i danni. Ma c’è una forza potente che limita questo obiettivo, ed è la Fortuna, che introduce nella situazione un elemento decisivo di imprevedibilità e di varia­zione rispetto ai canoni che si è pensato di stabilire. La virtù, rafforzata dall’educazione e dall’imitazione degli antichi, ha di fronte qualcosa di oscuro che procede «per vie traverse ed incognite», mettendo l’uomo in una situazione di crisi, di scacco. Paradossalmente è proprio l’imprevedibilità dei per­corsi seguiti dalla Fortuna che consente all’uomo di sperare.

In ogni caso, la Fortuna è tanto più potente quanto minore è la Virtù. Tanto più in una situazione di crisi, quando saltano princìpi e modelli che apparivano solidi e che si rivelano invece fragili e senza fondamento.

Maurizio de Tilla

 (Presidente A.N.A.I.)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *