Il migliore impiego dei talenti, il riconoscimento dei meriti, la valorizzazione delle potenzialità individuali, il diritto alla piena espressione delle capacità. Sono questi gli investimenti prioritari di una società evoluta che deve puntare sulla “motivazione” delle persone a fare bene. 

La motivazione nel "Io posso"

La motivazione nel “Io posso”

In un interessante libro “Motivare è riuscire” Gian Vittorio Caprara, professore di psicologia alla Sapienza, afferma che “quanto più le persone trovano nelle attività che svolgono motivi di crescita, espressione e piena realizzazione delle proprie potenzialità, di conferma del proprio valore e di accoglimento da parte degli altri, tanto più esse hanno la sensazione di contare e perciò motivate a dare il meglio di sé”. 

Con conseguenti stimoli ed incentivi positivi, quali i premi, i riconoscimenti, i guadagni.

Allo stesso tempo una spiccata inclinazione alla ricerca dell’eccellenza in tutto ciò che si fa, per il piacere stesso di riuscire, è il risultato di un’educazione che ha incoraggiato il mettersi alla prova, con una dose di autostima.

È poi così complicato ed impossibile da realizzare?

Maurizio de Tilla

(Presidente ANAI)

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