Fra la tristezza e la gioia non c’è altra differenza se non quella che passa fra un’accettazione un pò più sorridente e un pò più illuminata e una sottomissione ostile e incupita, fra un’interpretazione rigida ed ostinata e un’altra armoniosa ed estesa.

Il più felice degli uomini è colui che conosce la propria felicità, e chi la conosce meglio è colui che nel profondo percepisce come la felicità sia separata dallo sconforto unicamente da un’idea alta, infaticabile, umana e coraggiosa,

Impariamo a disegnare la Nostra felicità

Impariamo a disegnare la Nostra felicità

Potrà accadere che quanto intristisce voi conforti me, e ciò che vi consola potrebbe invece affiggermi.

Ciò che di bello ci sarà nella vostra visione consolatrice penetrerà nella mia afflizione, e ciò che di grande ci sarà nella vostra tristezza fluirà nella mia gioia.

I concetti sono espressi da Maurice Maeterlinch, nel libro “La saggezza e il destino”.

Tutti noi dobbiamo riflettere su quanto può influire il nostro atteggiamento, il nostro pensiero sugli avvenimenti per trasformare, per noi e per gli altri, una posizione di sconforto in una posizione di gioia. Si dovrebbe poter dire che agli uomini accade quanto questi desiderano che accada. È vero che abbiamo solo una debole influenza su alcuni avvenimenti esterni, ma è altrettanto vero che possiamo avere un’azione dirompente su ciò che questi avvenimenti esterni diventano dentro di noi.

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