Una guerra nascosta distrugge ogni giorno il nostro pianeta. Da una parte, l’agricoltura delle multinazionali, che comporta espropri di intere regioni del globo, pioggia spietata dei pesticidi e dei fertilizzanti, monopolio di OGNI sempre più fragili e costosi, abolizione sottaciuta di interi capitoli dei diritti umani.

Dall’altra, l’agricoltura dei piccoli contadini che in ogni parte del pianeta coltivano la loro terra nel rispetto dell’ecosistema e si fanno alleati della ricchezza silenziosa della biodiversità.

Sono le api e le farfalle, non i veleni e i pesticidi a nutrire il mondo

Sono le api e le farfalle, non i veleni e i pesticidi a nutrire il mondo. 

Nel libro “Chi nutrirà il mondo?” la scienziata Verdiana Schiva dà al quesito una condivisibile risposta. Saranno certamente le risorse spontanee di un’agricoltura libera dalla gabbia delle monoculture e restituite all’equilibrio della natura e della biodiversità.

Il cibo è vita e viene creato attraverso processi naturali che costituiscono perciò la base dell’esistenza.

In agricoltura e nella produzione alimentare, la natura e le sue leggi vengono prima di tutto. Violare queste leggi, superare i limiti di rinnovabilità della natura – in particolare, dei semi e del suolo, dell’acqua e dell’energia – è una “ricetta” sicura per creare incertezza alimentare e determinare carestie.

L’agricoltura ecologica, innovando di continuo l’economia della natura, produce cibo migliore e in maggiore qualità, salvaguardando la salute e il benessere della comunità.

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