In una società che vive di apparenza e spettacolarità la discrezione è una necessaria forma di resistenza.

Spegnere i riflettori, abbassare il volume, godere dell’anonimato sono gesti politici prima che morali. La discrezione è un’arte, un atto volontario, una consapevole scelta di vita in un mondo che ci vorrebbe sempre connessi, protagonisti, inesorabilmente presenti, e in cui s’impone l’urgenza di una tregua, di staccare e sparire.

Nel saggio “L’arte di scomparire” Pierre Zaoui affronta la tematica del vivere con discrezione argomentando che le anime discrete sono quelle che fanno il mondo: senza di esse, più nulla può reggere. Dobbiamo augurarci che non venga mai il giorno in cui anime simili scompariranno, schiacciate definitivamente dall’omnivisibilità, che non venga mai il giorno in cui rimarranno soltanto riflettori e casse di risonanza, perché allora tutto crollerà.

Siamo purtroppo vicini a questo crollo. Politica docet!

Maurizio de Tilla

(Presidente ANAI)

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