ROMA, 2 AGO. (ADNKRONOS) – “IL MINISTRO ORLANDO HA OPPORTUNAMENTE DECISO DI STRALCIARE LA RIFORMA DEI TRIBUNALI PENALI MINORILI DAL DDL AVENTE AD OGGETTO LA PIÙ COMPLESSIVA RIFORMA DEL DIRITTO DELLA PERSONAE DELLA FAMIGLIA. L”UNIONE DELLE CAMERE PENALI SI ERA PIÙ VOLTE ESPRESSA ASSAI CRITICAMENTE NEI CONFRONTI DI QUESTA INIZIATIVA LEGISLATIVA, ESPONENDO FORMALMENTE ANCHE IN SEDE DI AUDIZIONE PARLAMENTARE, LA PROPRIA CONTRARIETÀ A QUESTA INIZIATIVA LEGISLATIVA, RITENENDOLA PERICOLOSA E CONTRARIA AI PREMINENTI INTERESSI TUTELATI DALLA COSTITUZIONE E COLTIVATI DALLA LEGGE, DALL”ORDINAMENTO E DALLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI”. COSÌ IN UNA NOTA L”UNIONE DELLE CAMERE PENALI CHE SOTTOLINEA DI AVER PIÙ VOLTE DENUNCIATO “IL RISCHIO CHE LA SOTTRAZIONE DELLA AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA DEL TRIBUNALE  PRIVI I MAGISTRATI DI QUELLA NECESSARIA ”AUTONOMIA GIUDIZIARIA E CULTURALE” CHE DEVE CARATTERIZZARE LA GIURISDIZIONE MINORILE”.      “IL MINISTRO – CONTINUANO I PENALISTI – HA RITENUTO DI SOTTOLINEARE COME LA RIFORMA NON PREVEDESSE L”ABOLIZIONE DEI TRIBUNALI PER I MINORI, COSA CHE SE DA UN LATO CORRISPONDE ALLA VERITÀ SOTTO UN PROFILO FORMALE E NOMINALISTICO, DALL”ALTRO, NEGA UNA EVIDENZA INCONTROVERTIBILE CHE, CIOÈ, LA RIFORMA PREVEDE LA SOSTANZIALE ”SOPPRESSIONE” DEI SUDDETTI UFFICI, ED IL LORO ACCORPAMENTO AI TRIBUNALI ORDINARI, PONENDO UN PROBLEMA CHE CERTAMENTE TRASCENDE I PROFILI ORGANIZZATIVI E LE FINALITÀ DI REDISTRIBUZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DELLE COMPETENZE, CHE SEMBRA MOTIVARE E GIUSTIFICAREL”INTERA RIFORMA, VENENDO AD INCIDERE SULLE INTRINSECHE PECULIARITÀ DEL PROCESSO PENALE MINORILE E SULLA SUA INTERA ”CULTURA” FONDATA SUI VALORI IMPRESCINDIBILI DELLA SPECIALIZZAZIONE E DELLA ESCLUSIVITÀ”. (SEGUE)      (SIN/ADNKRONOS)

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