ADNKRONOS) – LA SLOVACCHIA E L”UNGHERIA, CHE, AL PARI DELLA REPUBBLICA CECA E DELLA ROMANIA HANNO VOTATO CONTRO L”ADOZIONE DI TALEDECISIONE, HANNO CHIESTO ALLA CORTE DI giustizia DI ANNULLARLA PERCHÉ SOSTENEVANO CHE IL CONSIGLIO NON AVEVA LA BASE GIURIDICA NECESSARIA PER PRENDERLA E PERCHÉ NON LA RITENEVANO NÉ IDONEA A RISPONDERE ALLA CRISI MIGRATORIA NÉ NECESSARIA A TAL FINE.      NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA CORTE, LA POLONIA È INTERVENUTA A SOSTEGNO DELLA SLOVACCHIA E DELL”UNGHERIA, MENTRE IL BELGIO, LA GERMANIA, LA GRECIA, LA FRANCIA, L”ITALIA, IL LUSSEMBURGO, LA SVEZIA E LA COMMISSIONE SONO INTERVENUTI A SOSTEGNO DEL CONSIGLIO.      NELLE SUE CONCLUSIONI ODIERNE, L”AVVOCATO GENERALE YVES BOT PROPONE ALLA CORTE DI RESPINGERE I RICORSI PROPOSTI DALLA SLOVACCHIA E DALL”UNGHERIA, IN QUANTO IL TRATTATO DI LISBONA CONFERISCE AL CONSIGLIO IL POTERE DI ADOTTARE MISURE TEMPORANEE IN MATERIA DI ASILO QUANDO ESISTE UNA “SITUAZIONE DI EMERGENZA CHIARAMENTE INDIVIDUATA”. INOLTRE, HA RIVELATO BOT, LA DECISIONE HA STABILITO SOLO UNA DEROGA TEMPORANEA DALLE NORME UE E PERTANTO “NON HA COMPORTATO ALCUN ABUSO DELLA PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA”.

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