I magistrati non possono es­sere candidati alle elezioni europee, politiche, regionali, né alla carica di consigliere delle province autonome, non­ché alla carica di sindaco e consigliere metropolitano, se prestano servizio o lo abbia­no prestato nei cinque anni precedenti l’accettazione della candidatura presso sedi o uf­fici giudiziari con competenza ricadente, in tutto o in parte, nella circoscrizione elettorale.

Rispetto al passato la formulata proposta di legge preve­de una incandidabilità e non un’ineleggibilità (la prima im­pedisce la candidatura, la se­conda no), si estende la disci­plina alle elezioni europee e si eleva da sei mesi a cinque anni il periodo in cui il magistrato non deve aver prestato servi­zio nel territorio di riferimento.

La disposizione sull’incandidabilità si applica a tutti i magistrati, ordinari, amministrativi, contabili e militari, e riguarda anche i ma­gistrati collocati fuori ruolo. Sono esclusi solo i magistrati onorari.

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