BRUXELLES, 18 LUG. (ADNKRONOS) – E” “ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE” CHEIL PROCEDIMENTO PENALE, UNA VOLTA AVVIATO, “POSSA COMPIERSI FINO IN FONDO”. PERTANTO, “L”UNICO LIMITE TEMPORALE MASSIMO AMMISSIBILE DEVE COINCIDERE CON LA RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO”. RAGIONANDO DIVERSAMENTE, COME SI FA IN ITALIA, “SI GIUSTIFICHEREBBE UN SISTEMA PENALE IN CUI, DI FATTO, I REATI PIÙ GRAVI SONO DESTINATI A RIMANERE IMPUNITI E I DIRITTI LESI DA TALI REATI A RESTARE PRIVI DI TUTELA”.      LO SOSTIENE L”AVVOCATO GENERALE DELLA CORTE DI giustizia DELL”UE YVES BOT, NELLE SUE CONCLUSIONI IN UNA CAUSA PREGIUDIZIALE CHE INVESTE I ”MASSIMI SISTEMI” DEL DIRITTO E IN PARTICOLARE L”ISTITUTO DELLA PRESCRIZIONE. L”ANTEFATTO DELLA CAUSA È LA SENTENZA TARICCO DELLA CORTE DI giustizia DELL”UE, CHE RISALE AL 2015, IN BASE ALLA QUALE, PER LE FRODI IVA PIÙ GRAVI LA PRESCRIZIONE È CONTRARIA AL DIRITTO DELL”UNIONE. GRAZIE A QUELLA SENTENZA, ALCUNI GIUDICI SONO RIUSCITI A CONDANNARE L”IMPUTATO DI FRODE IVA, NONOSTANTE LA PRESCRIZIONE FOSSE GIÀ MATURATA: I MAGISTRATI NON NE HANNO TENUTO CONTO PROPRIO IN FORZA DELLA SENTENZA TARICCO.       ORA LA CORTE DI CASSAZIONE E LA CORTE D”APPELLO DI MILANO, INVESTITE DI DIVERSI PROCEDIMENTI PENALI PER FRODI IVA, HANNO SOLLEVATO DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE ALCUNI DUBBI DI COSTITUZIONALITÀ SUI PRINCIPI DETTATI DALLA SENTENZA TARICCO. ENTRAMBE LE CORTI HANNO SOLLEVATO INTERROGATIVI SULLA COMPATIBILITÀ DELLA SOLUZIONE DATA DALLACORTE DI giustizia NEL 2015 CON IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ IN MATERIA PENALE SANCITO DALLA COSTITUZIONE ITALIANA, DATO CHE LA DISAPPLICAZIONE DELLA PRESCRIZIONE ANCHE PER LE CONDOTTE ANTERIORI ALLA SENTENZA COMPORTEREBBE UN TRATTAMENTO RETROATTIVO PIÙ GRAVE PER IL REO. (SEGUE)

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