il sole 24 ore logoNo alla retroattività della norma che prevede la revoca della patente di guida per chi ha patteggiato una condanna, in una data precedente il 2009, per reati in materia di stupefacenti. La Corte costituzionale ha per questo dichiarato illegittimo, accogliendo sul punto le perplessità del Tar dell’Umbria, il codice della strada, come modificato dalla legge sicurezza del 2009, nel punto in cui applicava il divieto di possedere una patente di guida anche a coloro che avevano patteggiato una condanna per droga prima dell’entrata in vigore della legge.
La Consulta, con la sentenza 281 depositata ieri e scritta da Mario Rosario Morelli, ha rilevato che, in merito alle sentenze di patteggiamento, «la componente negoziale» propria di questo istituto «postula certezza e stabilità del quadro normativo che fa da sfondo alla scelta compiuta dall’imputato e preclude che successive modificazioni legislative vengano ad alterare in pejus effetti salienti dell’accordo suggellato con la sentenza di patteggiamento». Il nuovo testo del codice della strada, come modificato dalla legge del 2009, «ha innovato la disciplina che l’imputato aveva avuto presente nel ponderare l’opportunità di addivenire al patteggiamento ed ha retroattivamente attribuito al consenso a suo tempo prestato l’ulteriore significato di una rinunzia alla patente di guida». Un significato implicito e soprattutto una portata temporale, che, invece, non si sarebbe dovuto dare, puntualizza la sentenza. Questo infatti, concludono i giudici, «ne comporta il denunciato contrasto con il diritto di difesa», previsto dall’articolo 24 della Costituzione, «sia per l’inadempimento, che ne consegue, rispetto al negozio processuale» del patteggiamento, «sia per il vulnus all’affidamento qualificato dell’imputato circa gli effetti delle proprie scelte». A sollevare la questione era stato il Tar dell’Umbria.

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