COMUNICATO

La mediazione obbligatoria è fallita per gran parte delle controversie previste. L’assurdo è che si intenda proseguire la vigenza di tale istituto vessatorio e defatigante.

Anzi, si prevede l’estensione della materia laddove andavano, in ogni caso, eliminate le cause di diffamazione, successioni ereditarie, diritti reali, responsabilità medica.

Ma quel che è inconcepibile è che si propone di aumentare le spese nella fase di avvio della procedura in aperto contrasto con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale e dalla Direttiva europea sulla gratuità della procedura, salvo le competenze spettanti nel caso di esito positivo e conciliativo.

Il Presidente A.N.A.I.

Maurizio de Tilla

One Response to ANAI, INCOSTITUZIONALE INCREMENTO DEI COSTI PER LA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA
  1. La mediazione funziona quando le parti vogliono usarla.
    Certe materie — rapporti bancari, finanziari e assicurativi — dimostrano un approccio fallimentare alla mediazione perché il primo incontro si conclude quasi sempre con una mancata adesione della parte invitata. Altre materie — responsabilità medica e diffamazione — si risolvono con una dichiarazione di non voler procedere nella fase negoziale.
    La mediazione non funziona quando le parti rifiutano di usarla. Varrebbe la pena capire perché e intervenire sul punto, anziché eliminarla: eliminandola, infatti, si legittima l’atteggiamento di chi ostacola l’accordo conciliativo.
    I dati statistici del Ministero della Giustizia — https://webstat.giustizia.it/_layouts/15/start.aspx#/StatisticheGiudiziarie/Mediazione%20Civile.aspx — rivelano un altro aspetto della faccenda: la mediazione concilia il 44% delle liti per successioni ereditarie e il 55% delle liti su diritti reali, quando le parti vogliono negoziare sul serio.


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