(ANSA) – ROMA, 3 NOV – C’ERA CHI RITENEVA, ANCHE TRA LE PARTIIN CAUSA, CHE L’ATTESA DECISIONE DEL TRIBUNALE CIVILE DI MILANOSUI DUE RICORSI, TRA CUI QUELLO DEL PRESIDENTE EMERITO DELLACORTE COSTITUZIONALE VALERIO ONIDA, CON AL CENTRO, IN PRATICA,IL QUESITO REFERENDARIO, POTESSE ARRIVARE GIÀ ENTRO FINESETTIMANA, ANCHE PERCHÉ LA CONSULTAZIONE POPOLARE DEL 4 DICEMBREÈ ALLE PORTE. CI HA PENSATO, PERÒ, IL PRESIDENTE DELLA PRIMASEZIONE PAOLA MARIA GANDOLFI A FAR SAPERE OGGI AI CRONISTI CHEIL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE LORETA DORIGO NON SARÀ DEPOSITATO”PRIMA DI 10 GIORNI” PERCHÉ, IN SOSTANZA, È STATO CHIARITO POINEI CORRIDOI, I TEMPI DELLA giustizia NON COINCIDONO CON QUELLIDEI RUMORS O DELLA POLITICA.   IL RICORSO DI ONIDA ERA STATO DISCUSSO IL 27 OTTOBRE, QUELLOPROPOSTO DAGLI AVVOCATI CLAUDIO E ILARIA TANI, FELICE BESOSTRI,EMILIO ZECCA E ALDO BOZZI UNA SETTIMANA PRIMA DAVANTI ALLOSTESSO GIUDICE. ONIDA, IN SOSTANZA, CHIEDE DI SOLLEVARE DAVANTIALLA CONSULTA L’ECCEZIONE DI LEGITTIMITÀ DELLA LEGGE 352 DEL1970 ISTITUTIVA DEL REFERENDUM LADDOVE NON PREVEDE L’OBBLIGO DISCISSIONE DEL QUESITO QUANDO CI SONO PIÙ TEMI, COME NEL CASOATTUALE SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE. E CONTESTA LA CHIAREZZA EL’OMOGENEITÀ DEL QUESITO CHE PER LA SUA ETEROGENEITÀ VIOLA LALIBERTÀ DI VOTO DELL’ELETTORE CHE SI TROVA A DOVER DECIDERE SU”UN INTERO PACCHETTO SENZA POTER VALUTARE LE SUE DIVERSECOMPONENTI”. MALGRADO ALCUNE DIFFERENZE TECNICHE, LA SOSTANZADEI DUE RICORSI È LA STESSA. IL GIUDICE DORIGO, DOPO LE UDIENZE,SI È RISERVATA DI DECIDERE E HA DUE STRADE DI FRONTE A SÉ: OL’ACCOGLIMENTO DI UN RICORSO O DEI RICORSI CON L’INVIO DEGLIATTI ALLA CONSULTA O IL RIGETTO DELLE RICHIESTE.   A COMPLICARE IL QUADRO, C’È IL FATTO CHE SUL TEMA PENDONOALTRE PRONUNCE, IN PRIMIS QUELLA DELLE SEZIONI UNITE DELLACASSAZIONE SU UN RICORSO DEL CODACONS, E NON È ESCLUSO – SECONDOOSSERVATORI CHE SEGUONO DA VICINO L’INTERA VICENDA – CHE SEMILANO HA PRESO TEMPO È ANCHE PER ATTENDERE QUESTA DECISIONE. SEIL TRIBUNALE DI MILANO DECIDESSE DI INVIARE GLI ATTI ALLA CORTECOSTITUZIONALE SI APRIREBBE UNO SCENARIO CON VARIE INCOGNITE. LAPRIMA DOMANDA È SE LA CONSULTA ABBIA IL POTERE DI SOSPENDERE LACONSULTAZIONE REFERENDARIA. C’È CHI OBIETTA CHE QUESTO SITRADURREBBE, DI FATTO, IN UNA DEROGA A UNA NORMA DI LEGGE,PERCHÉ LA DATA DEL REFERENDUM È STATA DECISA DAL CONSIGLIO DEIMINISTRI E RECEPITA DAL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.TRA L’ALTRO, IN CASO DI SOSPENSIONE, È ASSAI PROBABILE CHE ILGOVERNO DOVREBBE INTERVENIRE D’URGENZA, PER DECRETO, FISSANDOUNA NUOVA DATA.    LA STESSA avvocatura DELLO STATO AFFRONTA QUESTO NODO NELLAMEMORIA CHE HA DEPOSITATO AL TRIBUNALE DI MILANO IN RELAZIONE ALRICORSO ONIDA E DA UNA PARTE SI DICHIARA “NON COMPETENTE AINTERLOQUIRE SUI POTERI DI SOSPENSIONE DELLA CORTECOSTITUZIONALE”, DALL’ALTRA AFFERMA CHE LE NORME SUI CONFLITTISTATO-REGIONI DI FRONTE ALLA CONSULTA CITATE NEL RICORSO “NONATTRIBUISCONO ALCUN POTERE DI SOSPENSIONE” NEL CASO INDISCUSSIONE. INSOMMA LA CONSULTA HA SÌ POTERE DI SOSPENSIONE, MAIN ALTRE FATTISPECIE. ONIDA, PERÒ, CHE DELLA CORTE È STATOPRESIDENTE, È DI TUTT’ALTRO AVVISO E IN UDIENZA HA SOSTENUTO CHEPROPRIO IN BASE AD UN’INTERPRETAZIONE “ANALOGICA” DI NORME SUICONFLITTI TRA STATO E REGIONI, LA CONSULTA POTREBBE ‘CONGELARE’LA CONSULTAZIONE IN ATTESA DI PRONUNCIARSI SULLA QUESTIONE.

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