La marcia dei Radicali per l` amnistia e l`indulto (domenica 6 novembre a Roma con partenza alle 9,30 dal carcere di Regina Coeli) è un` eccezionale occasione per accendere i riflettori della società civile e della politica sulle attuali condizioni dei detenuti. Il carcere è uno tra gli argomenti più scomodi del dibattito politico culturale che, come tutte quelle aree di maggiore sofferenza, generalmente è meglio occultare. La conseguenza è l` abbandono, l`indifferenza e il silenzio della società civile intorno alle condizioni dei detenuti. Sono già passati due anni da quanto Giorgio Napolitano, all` epoca Presidente della Repubblica, in un messaggio alle Camere aveva definito «indegna» la condizione dei reclusi e «scottante» la questione carceri. L`Italia era stata sanzionata dalla Corte Europea per trattamento inumano e degradante dei carcerati con l` ordine di approntare un rimedio effettivo al sovraffollamento e un risarcimento danni per la violazione dei diritti dei detenuti. Le misure adottate fino ad oggi non sono sufficienti e lo Stato deve ristabilire la le galità negli istituti di pena e garantire – attraverso il potenziamento dell`organico e delle cancellerie – il funzionamento della magistratura di Sorveglianza. Unici rimedi straordinari immediatamente attuabili per interrompere le violazioni dei diritti umani dei detenuti sono l`amnistia e l`indulto, provvedimenti di clemenza necessari per l`emergenza. A questi vanno associati seri progetti di riforma generale nel settore della giustizia penale, un serio e fattibile piano carceri e un ricorso alle pene alternative, al lavoro carcerario, al volontariato, allo studio e al coinvolgimento delle famiglie.

Tutto ciò per assicurare la finalità costituzionale della pena: tendere alla rieducazione del condannato. La marcia radicale organizzata nella giornata del giubileo dei detenuti è una mobilitazione straordinaria intitolata oltre che a Marco Pannella anche a Papa Francesco, le cui parole sull`amnistia sono inequivocabili: «Il giubileo ha da sempre costituito l`opportunità di una grande amnistia per le persone che pur meritevoli di pena, hanno preso coscienza dell`ingiustizia compiuta e desiderano reinserirsi». I penalisti romani hanno accolto con entusiasmo la manifestazione con l`impegno a garantire un`ampia partecipazione. Da sempre la Camera Penale di Roma ha condiviso le iniziative Radicali ispirate alla difesa dei diritti e delle garanzie dei cittadini. In questa occasione l` adesione – espressa anche a livello nazionale dall`Unione delle Camere Penali – è particolarmente convinta nella consapevolezza che far conoscere e denunciare questo mondo sconosciuto ai più e volontariamente trascurato sia un dovere sociale degli avvocati, naturali garanti dei diritti fondamentali dei cittadini e testimoni oculari delle condizioni carcerarie e delle dinamiche dell`intero mondo oltre i tornelli.

 

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