Con 159 sì, 24 no e un`astensione passa la fiducia al Senato sul decreto che riorganizza gli uffici giudiziari e contiene anche la norma che ritarda l`andata in pensione per i magistrati al vertice di Cassazione, Corte dei Conti e Consiglio di Stato. Ora quindi il provvedimento è legge. Ma le polemiche sulla cosiddetta norma pro-Canzio (ci si riferisce al primo presidente della Suprema Corte, Giovanni Canzio), non si esauriscono.

Secondo FI, Lega Nord e i Cinquestelle a beneficiare della norma saranno in tutto 17 magistrati, tra i quali alcuni «che hanno a che fare con il quesito referendario». Molto critica anche la minoranza Dem. La legge, tra le altre cose, prevede nuove norme per il tirocinio e il concorso degli aspiranti magistrati, sui trasferimenti di sede, sull`incremento di organico del personale amministrativo e tecnico di Consiglio di Stato e Tar.

 

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