Dom.24 – Si procede a tappe forzate sulle unioni civili. Con la firma di Matteo Renzi e la controfirma del Ministro della Giustizia Andrea Orlando (giunte ieri), il dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri), diventa operativo. Senza neppure dover attendere la cosiddetta vacatio legis dei 15 giorni dalla pubblicazione, di cui si era parlato. Infatti, nel provvedimento previsto dalla nuova legge che adotta le disposizioni transitorie relative alla tenuta dei registri negli archivi dello stato civile, all’articolo 11, un po’ a sorpresa, viene sancito che il decreto entra in vigore «dal giorno successivo alla sua pubblicazione». Con la controfirma del Guardasigilli, e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, quasi certamente lunedì, esso sarà già operativo quindi, da martedì. Per poter raccogliere da parte degli ufficiali dello Stato civile dei municipi le prime dichiarazioni delle coppie gay manca, ora, solo il decreto del Viminale che definirà i formulari stabilisce la norma – entro ulteriori 5 giorni. Mentre – come ha notato il deputato Mario Sberna, di Demos – dopo diversi annunci, sulla social card e sui piani anti-povertà, manca ancora un intervento operativo a favore delle famiglie in stato di bisogno (in attesa che, a settembre, vada realmente in porto il piano dei 320 euro al mese per l’inclusione sociale) sulle unioni civili si procede nei termini. Anzi, a fare i conti, per la celebrazione delle prime unioni, alla luce della firma di ieri, si potrà ora anche far prima dell’11-12 agosto auspicato da Franco Frattini nell’annunciare giovedì il via libera del Consiglio di Stato, quale presidente della sezione atti normativi, alla bozza di decreto di Palazzo Chigi varato ieri. Manca ora un solo decreto, da parte del Viminale, che dovrà dare disposizioni ai Comuni circa i formulari da seguire nel rito. Entro una settimana, o al massimo 10 giorni – in attesa del parere atteso dalla Corte dei Conti e in attesa ulteriore dei decreti legislativi che dovranno poi mandare a regime il provvedimento anche sul piano economico – la fase sperimentale potrà partire, con le prime unioni civili che potranno essere celebrate presso i Municipi. In molti di essi sono già attivi da giorni i numeri telefonici per le prenotazioni. «Una firma che cambia l’Italia» twitta il sottosegretario Ivan Scalfarotto. «Una firma importante che ribadisce come il tema dei diritti e dell’uguaglianza siano una priorità del Pd e del governo», sostiene Micaela Campana, responsabile Diritti del Pd e relatrice alla Camera della legge. «Ringraziamo il Governo per aver voluto recepire le osservazioni del Consiglio di Stato, dando immediata e concreta attuazione alla legge sulle unioni civili» esulta Simona Clivia Zucchett, vicepresidente di Equality Italia. E per il presidente dell’associazione, Aurelio Mancuso, che è anche membro della Commissione nazionale di Garanzia del Pd, «oggi inizia una nuova storia». Ma la più soddisfatta è la senatrice Cirinnà, madrina ed ex relatrice al Senato della legge, giunta alla fine in aula a Palazzo Madama senza relatore, dopo un passaggio lampo in Commissione del nuovo testo, poi emendato dall’assemblea con un accordo nella maggioranza. Questa firma, sostiene, «segna in modo definitivo e storico il corso dei diritti civili del nostro Paese». Una «stagione dei diritti voluta con tenacia dal governo Renzi», dice Cirinnà «con una certa emozione». Angelo Picariello

 

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