Quanto sono diversi matrimoni e unioni civili? La legge approvata in via definitiva l’11 maggio alla Camera introduce, per la prima volta in Italia, il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze sia omo che eterosessuali. Non stabilisce la loro equiparazione come in altri Paesi come gli Stati Uniti d’America ma permette anche alle coppie omosessuali di essere considerate legalmente una coppia e di vedersi riconosciuti molti dei diritti validi per chi si unisce in matrimonio. Molti, ma non tutti.

Alcune modifiche e integrazioni necessarie a sciogliere qualche ambiguità frutto di questa mancata equiparazione potranno essere apportate entro i prossimi sei mesi, il tempo a disposizione del Governo per elaborare i cosiddetti decreti attuativi. Altre differenze, più o meno sostanziali, invece resteranno proprio perché rappresentano il risultato dell’accordo faticosamente raggiunto all’interno della maggioranza tra Pd e alleati centristi.

Definizioni

Le unioni civili sono definite “una specifica formazione sociale” tra due persone legate da vincoli affettivi ed economici non vincolate dal matrimonio o impossibilitate a contrarlo.

Il matrimonio è invece l’atto con il quale due persone di sesso opposto manifestano la volontà di realizzare una comunione spirituale e materiale di vita con l’osservanza dei doveri e l’esercizio dei diritti previsti per i coniugi dal codice civile. Con il termine matrimonio si intende sia l’atto che costituisce il vincolo sia il rapporto che lega tra loro i coniugi. L’articolo 29 della Costituzione definisce il matrimonio come “ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

Riti

materiale di vita con l’osservanza dei doveri e l’esercizio dei diritti previsti per i coniugi dal codice civile. Con il termine matrimonio si intende sia l’atto che costituisce il vincolo sia il rapporto che lega tra loro i coniugi. L’articolo 29 della Costituzione definisce il matrimonio come “ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

Riti

L’unione civile si dichiara e poi si registra nell’archivio dello stato civile. Il matrimonio si celebra.

Per il matrimonio sono previste le pubblicazioni in Comune, per le unioni civili non ce n’è bisogno, con la conseguenza che nessuno può opporsi alla formalizzazione del rapporto.

Adozioni

A differenza di quelle eterosessuali unite in matrimonio, le coppie omosessuali non possono adottare il figlio del partner (stepchild adoption). Tuttavia l’articolo 3 della legge prevede che come “previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti” spetta alla magistratura pronunciarsi caso per caso.

Obbligo di fedeltà

Oltre alla stepchild adoption, la questione su cui più si è discusso in entrambi i rami del Parlamento, un’altra differenza che ha sollevato molte polemiche riguarda l’obbligo di fedeltà che alle coppie omosessuali, unite civilmente, non è richiesto come a quelle eterosessuali sposate. Resta, invece, l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Cognome comune

 

L’unione civile si dichiara e poi si registra nell’archivio dello stato civile. Il matrimonio si celebra.

Per il matrimonio sono previste le pubblicazioni in Comune, per le unioni civili non ce n’è bisogno, con la conseguenza che nessuno può opporsi alla formalizzazione del rapporto.

Adozioni

A differenza di quelle eterosessuali unite in matrimonio, le coppie omosessuali non possono adottare il figlio del partner (stepchild adoption). Tuttavia l’articolo 3 della legge prevede che come “previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti” spetta alla magistratura pronunciarsi caso per caso.

Obbligo di fedeltà

Oltre alla stepchild adoption, la questione su cui più si è discusso in entrambi i rami del Parlamento, un’altra differenza che ha sollevato molte polemiche riguarda l’obbligo di fedeltà che alle coppie omosessuali, unite civilmente, non è richiesto come a quelle eterosessuali sposate. Resta, invece, l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

eventuale riscatto; non nel caso di due partner uniti civilmente. Anche il divieto di bigamia è contemplato esplicitamente solo per le coppie sposate mentre i reati di abuso di ufficio, commessi in presenza di un interesse del coniuge, saranno imputabili a due coniugi sposati ma non a due partner uniti civilmente.

Unioni e convivenze

Alcuni detrattori della legge sostengono che le coppie eterosessuali che convivono sarebbero discriminate rispetto a quelle omosessuali unite civilmente in particolare relativamente ai diritti successori e a quello di percepire la pensione di reversibilità riconosciuti alle seconde ma non alle prime. Queste ultime però possono unirsi in matrimonio, le coppie eterosessuali invece no. E la legge in questione è dedicata proprio a chi non può accedere all’istituto del matrimonio civile. Tra l’altro, per lo stesso principio per cui le coppie etero che convivono sarebbero discriminate rispetto a quelle omo unite civilmente, anche i conviventi omosessuali sarebbero discriminati rispetto a quelli che hanno contratto un’unione civile. Tuttavia, anche loro possono decidere di unirsi civilmente.

Cognome comune

 

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