L’Associazione nazionale avvocati italiani denuncia un problema di sicurezza con il PCT. Il presidente De Tilla: “Dopo il blocco in Calabria e in Sicilia, il ministro Orlando dia garanzie su interventi decisivi sulla sicurezza e sull’efficienza”.

L’Associazione Nazionale Avvocati Italiani denuncia che nel processo telematico non c’è adeguata sicurezza.

«La riprova di ciò è data dal recente blocco delle comunicazioni telematiche avvenuto in Sicilia e Calabria per un guasto pressa la sala servizi di Messina» ha dichiarato il presidente Anai Maurizio De Tilla.

«Il blocco si è protratto per più di una settimana e si protrae ancora in alcuni uffici giudiziari siciliani e calabresi, a seguito dell’intrusione di haker nel sistema che ha provocato, tra l’altro, la cancellazione dei dati di numerosi processi anche delicati.

In alcuni uffici giudiziari (v. Castrovillari, Vibo Valentia etc) sono intervenuti i Presidenti dei Tribunali che hanno autorizzato il deposito degli atti in forma cartacea.

Prassi cartacea che è, per altro, diffusa un po’ dappertutto, addossando così agli avvocati duplicazioni di oneri e di spese che si aggiungono agli esagerati contributi unificati sulla cui diminuzione si tarda ad intervenire».

«L’avvocatura è ormai stressata per il susseguirsi di disfunzioni della giustizia che riguardano l’intero territorio nazionale» ha concluso De Tilla.

L’ANAI chiede al Ministro della Giustizia forti garanzie su interventi decisivi sulla sicurezza e sulla efficienza del processo telematico.

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