Si è chiusa sabato scorso al Lingotto di Torino la IX Conferenza nazionale dell’Avvocatura. Tra gli organizzatori, nella qualità di componente della Giunta nazionale dell’Organismo unitario della magistratura, anche l’avvocato gelese Salvatore Morreale. Alla “tre giorni” sono stati presenti oltre mille avvocati provenienti da tutta la nazione e molti ospiti del mondo della politica e della magistratura. C’era pure Abdelaziz Essid rappresentante degli Ordini degli Avvocati tunisini, insignito quest’anno del Premio Nobel della Pace.

Durante la conferenza, aperta con un appello all’unità dell’Avvocatura da parte della presidente OUA Mirella Casiello, si sono trattati i temi più scottanti che attraversano la professione. Per l’Organismo unitario della magistratura il governo della Giustizia in Italia riparte se le risorse del comparto Giustizia vengono vincolate in investimenti per la modernizzazione delle strutture, per l’innovazione tecnologica (che consentirebbe di implementare davvero il processo telematico) e della sicurezza; se si aumentano il personale ed i giudici togati, se si avvia una vera riforma della magistratura onoraria, se viene ripensato, con tutti gli operatori, il ruolo del carcere e del recupero sociale, affrontando nel contempo la domanda di sicurezza che viene dai cittadini. Queste ed altre proposte sono state avanzate durante il dibattito. Nel corso della conferenza l’avv. Morreale ha avuto l’incarico specifico di introdurre e concludere una delle tre tavole rotonde, dal titolo “Liberare la Libertà – Carcere, Recupero sociale e Sicurezza”, cui hanno partecipato tra gli altri il direttore nazionale del Dap dott. Piscitello e il direttore del carcere di Torino Vittorio Minervini. M. C. G.

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