Verrà a verificare se il contestato accorpamento tra le realtà giudiziarie di Castrovillari e Rossano è riuscito nei fatti come da più parti si evidenzia. Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sarà in visita nel Palazzo di Giustizia di Castrovillari il prossimo 20 ottobre. Nella struttura dove convivono – a volte ancora spigolosamente – i due corpi di togati più importanti della Sibaritide e del Pollino il rappresentante del governo Renzi arriverà nel corso della sua attività di monitoraggio delle realtà giudiziarie del Paese. Ad accoglierlo ci sarà la presidente del Tribunale di Castrovillari, Caterina Chiaravalloti, ed il neo procuratore, Eugenio Facciola, che attende l’assegnazione ufficiale del suo incarico dal Consiglio Superiore della Magistratura che dovrebbe riunirsi per metà novembre, insieme ai rappresentanti istituzionali del territorio. Con il suo accorpamento alla struttura giudiziaria di Rossano, ormai definitivamente chiusa in seguito alla riorganizzazione della geografia giudiziaria voluta dal governo Monti con l’allora ministro della Giustizia Paola Severino, quella del Pollino è la realtà più importante della Calabria posizionata in un territorio ad alta densità criminale dove la ndrangheta e la sua fame di potere ha spesso prodotto stagioni insanguinate per le quali ancora oggi si celebrano processi, realizzato consorterie criminali che sono all’attenzione della magistratura da sempre la quale, insieme all’azione costante delle forze dell’ordine, contrasta palmo a palmo l’avanzata delle pistole e di alcuni colletti bianchi che sempre più stringono alleanza con i padrini del territorio. Solo un anno fa, dalle colonne del Sole 24 ore, una indagine sull’esito dell’accorpamento dei tribunali minori riferiva come proprio il Ministro Orlando aveva detto che si sarebbe «attenuto» alle conclusioni della «Commissione monitoraggio» prima di procedere a eventuali «correzioni» della nuova geografia giudiziaria, che qualche territorio ancora continuava ad evocare. Ed il caso di Castrovillari era un esempio

per tutti. Chi diceva che la lotta alla mafia avrebbe risentito della soppressione di Rossano si è dovuto arrendere all’idea che l’accorpamento al Tribunale di Castrovillari è riuscito benissimo. Il presidente Caterina Chiaravalloti ha persino rinunciato al decreto con cui il ministro aveva prorogato d’ufficio (benché chiederlo sia facoltà del dirigente) l’utilizzo del tribunale di Rossano: la proroga stava infatti determinando difficoltà nella celebrazione dei processi (lo stesso hanno fatto i presidenti di Genova, Torino, Asti, Imperia, Pavia, Bolzano). Il tribunale di Castrovillari al 13 settembre 2013 Castrovillari ha definito 1700 processi penali. «Seguire il decreto ministeriale avrebbe significato – affermò all’epoca la Chiaravalloti – far saltare i processi e fare un favore alla mafia». Orlando arriva in questa realtà con i suoi pregi ed i suoi difetti e dove solo l’altro ieri la Dda ha messo le mani sui presunti responsabili del più orrendo crimine di ndrangheta mai commesso: l’uccisione – come se fosse un boss – del piccolo Cocò Campolongo. A quattro anni colpito da una pallottola in testa e poi bruciato insieme allo zio, lui sì, sorvegliato speciale di un territorio difficile. Vincenzo Alvaro

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