è tenuta ieri presso il Tar 57 del Lazio la discussione del ricorso, presentato da Autonomia&Indipendenza, nei confronti del decreto del ministro della Giustizia relativo alla disciplina delle ferie dei magistrati.

Il nodo del contendere è il riconoscimento a mantenere il diritto ad usufruire di 45 giorni di ferie annuali, ridotti a 30 da Matteo Renzi giusto un anno fa. Le ferie delle toghe, oltre ad essere troppe, per il Premier erano la causa principale dei ritardi e delle inefficienze dell`italica giustizia.

Ma il tema è stato particolarmente sentito fra i magistrati. L`argomento ha infatti scatenato in questi mesi accese discussioni all`interno del Csm e dell`Anm. Tant`è che una circolare del Csm ad aprile pareva suggerire che il sabato non andasse conteggiato tra i giorni in cui chiedere ferie. Ma la spaccatura fra i consiglieri laici e i togati ha impedito di mettere nero su bianco questo passaggio. Ed è qui che si è creato il caos, con diseguaglianze all`interno di ciascuna Corte d`Appello. Magistrati di uguale livello finiscono con avere più o meno giorni di ferie a seconda che il rispettivo presidente decida che vada conteggiata la settimana di 5 o di 6 giorni. Ma addirittura succede che ci siano magistrati a cui vengono conteggiati 30 giorni annui e altri 45: sempre a seconda di quello che ha deciso il loro capo. Questo perché la norma sul taglio delle ferie sembra, come è stato spesso detto, riferirsi solo a quelli fuori ruolo e non a quelli in servizio.

Sull`età in cui i magistrati dovevano andare in pensione, sappiamo come è andata a finire: venerdì scorso, con un decreto il Governo è tornato sui suoi passi, concedendo per il momento una proroga di un anno.

Vediamo quale sarà il destino del taglio delle ferie. Certo, se il Tar dovesse dare ragione alle toghe sarebbe un smacco non da poco per Matteo Renzi. Proprio lui che i Tar voleva abolirli. di Giovanni Maria Jacobazzi

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