GIUSTIZIA, A ROMA IN MILLE, TRA AVVOCATI, CITTADINI E SINDACI, PER CHIEDERE
RIFORME VERE, NON PASTICCI: NO ALLA DECAPITAZIONE DI 1000 UFFICI GIUDIZIARI
OUA: GRANDE ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE ALL’ERGIFE, MASSICCIA
PARTECIPAZIONE IN TUTTA ITALIA ALL’ASTENSIONE DALLE UDIENZE
NICOLA MARINO, PRESIDENTE OUA: “NECESSARIO EVITARE IL CAOS. DAL 13
SETTEMBRE COMINCIANO TRASLOCHI VERSO IL NULLA, VERSO STRUTTURE SPESSO
INESISTENTI E VERSO TRIBUNALI GIÀ INGOLFATI E CAOTICI A SCAPITO DI REALTÀ
CHE INVECE FUNZIONANO BENE E CHE SONO ESEMPIO DI EFFICIENZA. UN PARADOSSO
TUTTO ITALIANO”
Si è tenuta oggi a Roma, presso l’Ergife, la manifestazione nazionale dell’avvocatura, indetta dall’Oua
(Organismo Unitario dell’avvocatura, la rappresentanza politica forense). Oltre 1000 partecipanti, tra
avvocati di tutti i Fori, Comitati cittadini, Sindacati dei lavoratori (Flp e Cgil), Sindaci e Parlamentari
nazionali e europei. Era presente il Cnf, con il Segretario, Andrea Mascherin e la Cassa Forense, con il
Consigliere di amministrazione, Valter Militi. Per le associazioni: l’Aiga con Alfredo Serra e l’Anai
con Maurizio de Tilla. Per il Coordinamento nazionale dei Fori Minori, Walter Pompeo.
Nel corso dei lavori, sono intervenuti, tra gli altri, la vice presidente del Parlamento Europeo, Roberta
Angelilli, il componente della Commissione Giustizia del Senato, Lucio Malan (Pdl) e la componente
della Commissione Giustizia della Camera Maria Greco (Pd). Per la magistratura, il vice presidente
dell’Anm Valerio Savio.
Alla fine dei lavori ecco il bilancio del presidente dell’Oua, Nicola Marino: «Una bella giornata, di
protesta ma anche di proposta. È ora di dire basta ai luoghi comuni sugli avvocati, noi vogliamo la
riforma della geografia giudiziaria perché la situazione attuale è oggettivamente datata, ma ciò che si
sta facendo è un pasticcio: inutile, incostituzionale (20 rinvii alla Consulta non sono casuali) e che non
produce risparmi.
Dal 13 settembre cominciano traslochi verso il nulla, verso strutture spesso inesistenti e verso tribunali
già ingolfati e caotici a scapito di realtà che invece funzionano bene e che sono esempio di efficienza.
Un paradosso tutto italiano». «Oggi – aggiunge – possiamo finalmente registrare anche la buona
risposta della Politica, dei parlamentari di centro, destra e sinistra. Gli interventi del senatore Malan
(Pdl) e dell’onorevole Greco (Pd) testimoniano quanto il Parlamento possa fare per prorogare intanto
l’entrata in vigore di questo scempio e, poi, per modificarne l’impianto. Ma è da sottolineare anche
l’attenzione mostrata dal Ministro Cancellieri, la quale, pur dichiarando che la riforma va avanti, ha
ammesso che necessita di correzioni. Allo stesso modo, è da sottolineare la disponibilità al confronto
del sottosegretario Berretta e Ferri: sono tutti passi in avanti rispetto all’impermeabilità dell’ex
ministro Severino. La verità è che chi difende questo provvedimento lo fa per conformismo, e spesso
per tutelare interessi particolari, non perché sia davvero utile al sistema-giustizia».
«Infine – conclude Marino – ma non meno importante, da questa platea e dalle migliaia di avvocati
che si sono astenuti ieri e oggi, arriva una richiesta chiara: serve un intervento urgente sui parametri
correttivi dei compensi, serve il via libera al decreto correttivo. La categoria è allo stremo».

ALTALEX

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