il sole 24 ore logoI compensi riferibili ad anni precedenti corrisposti ai giudici devono essere soggetti a tassazione separata. È illegittima la norma che prevede la tassazione ordinaria per i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie entro il periodo di imposta successivo. Per la Corte Costituzionale, sentenza n. 142 del 19 maggio 2014, va quindi dichiarata l’illegittimità dell’articolo 39, comma 5, del decreto legge n. 98 del 2011, per contrasto con gli articoli 3 e 53 sul principio costituzionale della capacità contributiva.
La sentenza è relativa al giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 39, promosso dalla Commissione tributaria provinciale di Campobasso per una lite tra un giudice tributario e l’agenzia delle Entrate, direzione provinciale di Campobasso. Un giudice della Ctp di Campobasso aveva percepito nel dicembre del 2012 compensi arretrati di competenza del 2011 assoggettati a tassazione ordinaria con aliquota massima, invece che a tassazione separata, come previsto dall’articolo 17, comma 1, lettera b), del Tuir, Dpr 22 dicembre 1986, n. 917. Esso stabilisce che l’imposta si applica separatamente sugli «emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, compresi i compensi e le indennità di cui al comma 1 dell’articolo 50» comma 1, lettera f), che annovera tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente anche «i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie». Il giudice tributario, deducendo l’illegittima applicazione dell’articolo 39, comma 5, del Dl n.98/2011 anche a emolumenti arretrati e l’illegittimità costituzionale della norma per contrasto con gli articoli 53 e 3 della Costituzione, aveva chiesto all’Agenzia il rimborso di quanto indebitamente trattenuto, presentando anche il reclamo mediazione contro il diniego dell’ufficio, chiedendo l’annullamento del provvedimento e che fosse dichiarato l’obbligo dell’Agenzia di assoggettare gli emolumenti relativi al 2011 a tassazione separata con applicazione dell’aliquota media e conseguente condanna al rimborso di quanto trattenuto in eccesso. A seguito del ricorso, la Ctp di Campobasso ha sollevato la questione di legittimità costituzionale. Per la Consulta, sono fondate le censure di irragionevolezza e contraddittorietà sollevate nei confronti dell’articolo 39, comma 5, del Dl n. 98/ 2011 che, di fatto, ha riprodotto, per la sola categoria dei giudici tributari, la regola del cumulo. Questa disparità di trattamento contrasta sia con il principio di eguaglianza, sia con il principio di capacità contributiva di cui all’articolo 53 della Costituzione, atteso che l’effetto pregiudizievole della norma nei confronti di una sola categoria di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente non trova alcuna giustificazione obiettiva nella situazione dei loro percettori. Salvina Morina Tonino Morina

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