Anai - Sospesi tra il non più e il non ancora

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L'instabilità di Philippe Petit sulle "Twin Towers"

 

Siamo instabili per forza di cose, nulla è più solido attorno a noi, nemmeno la direzione di marcia. Non c’è, infatti, un’ideologia che selezioni un pensiero vincente e lo diffonda, non c’è uno spirito costituente – morale, politico, culturale - che prometta di dare forma a nuove istituzioni per un mondo nuovo.

Stiamo scivolando verso un territorio sconosciuto e lo facciamo da soli, in ordine sparso, con le forme e i modi che hanno regolato le nostre vite che perdono contorno mentre smarriscono efficacia e autorità.

I principi che hanno sentenziato l’ethos repubblicano, cioè quel sistema di regole che ha orientato i rapporti di autorità e le modalità della loro legittimazione, i valori condivisi e la loro gerarchia, fino ad arrivare al nostro comportamento e ai nostri stili di vita, devono essere ripensati alla radice perché non sembrano più adatti all’esperienza e alla comprensione di un mondo che ha subito la più travolgente dilatazione spaziale e al contempo l’inedita connessione globale.

Sono questi i temi affrontati da Zygmunt Bauman e Ezio Mauro nel libro “Babel”. 

Maurizio de Tilla

(Presidente A.N.A.I.)

 


COSTRUIAMO INSIEME UN’AVVOCATURA MIGLIORE

I.-  Sul piano delle azioni e dei comportamenti:

1.- Funzione sociale e costituzionale riconosciuta  nella Carta fondamentale e nella legge.

2.- Etica negli atti e nei comportamenti. Senza mercatismo ed affari poco chiari.

3.- Autonomia ed indipendenza anche sul piano economico.

4.- Assunzione di nuovi compiti nella giustizia in attuazione delle prerogative indeclinabili dell’avvocatura.

II.- Sul piano della democrazia  e del pluralismo interno

- Esclusione assoluta di elezioni di secondo grado ed elezione da parte di tutti gli iscritti, con rispetto delle minoranze, per tutte le cariche istituzionali ed ordinistiche.

- Mandato quadriennale unico e non rinnovabile. 

- Rappresentanza associativa riconosciuta con la sola legittimazione del Congresso Nazionale forense

- Assenza di concentrazione di poteri ed equilibrio tra mondo ordinistico ed associativo. 

MANIFESTO ANAI

Le otto ragioni per dire no al socio di capitali e al ddl concorrenza

1.- Il ddl concorrenza viola lo spirito e il precetto formulato nella riforma dell’ordinamento forense che ha escluso i soci di capitale dalle società tra avvocati.

2.- La normativa ordinamentale, fissata qualche anno fa, non può essere derogata in quanto risponde al principio di indipendenza dell’esercizio dell’attività di assistenza e difesa in tutti i processi (civili, penali, amministrativi, tributari etc).

3.- Il ddl concorrenza è in stridente contraddizione con il codice deontologico e può determinare gravi e rilevanti conflitti di interesse tra avvocato e socio di capitale.

4.- La presenza di soci di capitale non professionisti, anche in percentuale, contribuisce ad eludere i principi fondamenti di libertà, dignità ed autonomia della libera professione forense, introducendo strumenti elusivi per favorire soci di capitale che, attraverso la propria rete di società correlate e società di servizi, finiranno per condizionare specie i giovani avvocati. 

5.- Il ddl concorrenza favorirà la presenza di gruppi e poteri forti, non esclusa la criminalità organizzata, che finiranno per pregiudicare e gravemente inquinare l’esercizio dell’attività di avvocato.

6.- Con le nuove disposizioni si introduce il concetto di società multidisciplinare senza tener in alcun conto l’importanza del segreto professionale particolarmente e tutelato dalla nuova normativa forense.

7.- Con il ddl concorrenza si apre l’attività  di consulenza e di assistenza stragiudiziale (oggi esclusiva) a settori che non danno garanzia di specialità e professionalità, invadendo sfere di competenza dell’avvocatura che vanno tutelate.

8.- Il progetto legislativo interviene sui compensi professionali vincolando l’avvocato a obbligatori preventivi scritti per prestazioni difensive nei processi che non sono sempre facilmente valutabili “a priori”, trattandosi di attività di complessa stima preventiva.

Tutto ciò premesso,

- l’ANAI chiede al Ministro della Giustizia di esprimere forte contrarietà al ddl Concorrenza e, segnatamente, ad affrettate e non ponderate modifiche dell’ordinamento forense.

- L’ANAI chiede, altresì, al Parlamento che vengano stralciate dal ddl Concorrenza le norme che riguardano l’avvocatura.

MESSAGGIO AGLI AVVOCATI

L’ANAI E’ LA VOCE LIBERA DELL’AVVOCATURA SENZA CONDIZIONAMENTI E SENZA COMPLICITA’.

Abbiamo acquisito in due anni e mezzo forti consensi ed adesioni. 107 sono le Sezioni costituite e oltre 20 in fase di costituzione su tutto il territorio nazionale. Sul sito si incrementano gli accessi: 2.671.103 pagine viste: 1.116.250 visite totali.

Il sito è uno strumento utilissimo a disposizione di tutti gli avvocati. Le Finestre sono aumentate a 36 (per quaranta sezioni). Partecipate ed aderite all’ANAI!

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Le priorità irrinunciabili delle Battaglie ANAI

1.- Attuazione ed esecuzione della sentenza TAR Lazio che ha annullato il regolamento elettorale forense.

2.- Stralcio dalla riforma del processo civile delle disposizioni che limitano i diritti di difesa e di impugnazione (eccettuata l’abrogazione del filtro in appello).

3.- Attribuzione all’attività degli avvocati di una parte significativa dell’attività oggi svolta davanti al giudice con dispendio di spese e di risorse (emissione dei decreti ingiuntivi non esecutivi, convalida di licenze e sfratti per finita locazione e per morosità, atti di volontaria giurisdizione etc).

4.- Dal d.l. sulla concorrenza va stralciata la parte che riguarda l’avvocatura. No perentorio al socio di capitale.

5.- Va difesa l’autonomia e l’indipendenza della Cassa forense e va fortemente implementato il Welfare per i giovani, per le donne avvocato e per i colleghi che versano in difficoltà.

6.- Il processo telematico non potrà che essere esclusivo. Va abbandonato definitivamente il cartaceo. Per attuare ciò, occorre implementare con l’impiego di notevoli risorse, con una nuova puntuale organizzazione, informatica, con i necessari dispositivi di sicurezza, con una magistratura attrezzata e competente. Se ciò non sarà possibile entro la fine del 2015, si dovrà ripensare tutto e/o intraprendere diverse strade digitali (anche meno costose).

7.- L’avvocato non è imprenditore e gli ordini forensi non sono associazioni di imprese. L’avvocatura è estranea all’Antitrust.

8.- La Costituzione italiana riconosce nel lavoro (anche in quello autonomo e professionale) un fondamento della Repubblica.

Gli avvocati hanno diritto ad un compenso proporzionato ed adeguato. Sono nulle le convenzioni che contrastano con tali principi.

9.- Va contrastata con ogni mezzo la ulteriore revisione della geografia giudiziaria che prevede la demolizione di Corti di appello e di Tribunali.


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