COMUNICATO STAMPA A.N.A.I.

( Associazione Nazionale Avvocati Italiani)

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L’ANAI esprime ferma contrarietà al testo di riforma della prescrizione in ambito penale presentato ieri alla Camera dei Deputati da esponenti della maggioranza al governo, rilevandone, in primis, la evidente incostituzionalità a causa della violazione dei principi del giusto processo e della sua ragionevole durata, previsti dall’art.111 della Costituzione.

L’introduzione di tale abnorme istituto nel nostro codice penale prevederebbe la inaccettabile conseguenza, sul piano giuridico e processuale, di vedere cancellare la prescrizione dopo la conclusione del giudizio di primo grado, provocando l’inevitabile allungamento del processo e rendendo così di fatto sempre pendente la sentenza di condanna.


E’ inaccettabile, scrive l’ANAI , la violazione sistematica di principi di diritto a fronte della previsione – invece - di interventi correttivi e decisi sulle reali ragioni di allungamento del giudizio penale, in gran parte dovute alla prolungata durata delle indagini ben prima che si arrivi alla prima udienza davanti al giudice terzo.

Un Paese moderno, ribadisce ANAI, ha bisogno di processi rapidi nell'interesse di tutte le parti, delle vittime dei reati, degli imputati e dei cittadini: allungare i tempi della giustizia signiifca vanificare l’esigenza di civiltà del principio costituzionale del giusto processo. 

L’ANAI, infine, ritiene grave il mancato coinvolgimento della Avvocatura in processi di riforma così radicali e chiede di essere immediatamente convocata in audizione alla Camera prima ed in Senato dopo, per potere illustrare i motivi della ferma contrarietà a tale proposta di modifica della legge penale.

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Le priorità irrinunciabili delle Battaglie ANAI

1.- Attuazione ed esecuzione della sentenza TAR Lazio che ha annullato il regolamento elettorale forense.

2.- Stralcio dalla riforma del processo civile delle disposizioni che limitano i diritti di difesa e di impugnazione (eccettuata l’abrogazione del filtro in appello).

3.- Attribuzione all’attività degli avvocati di una parte significativa dell’attività oggi svolta davanti al giudice con dispendio di spese e di risorse (emissione dei decreti ingiuntivi non esecutivi, convalida di licenze e sfratti per finita locazione e per morosità, atti di volontaria giurisdizione etc).

4.- Dal d.l. sulla concorrenza va stralciata la parte che riguarda l’avvocatura. No perentorio al socio di capitale.

5.- Va difesa l’autonomia e l’indipendenza della Cassa forense e va fortemente implementato il Welfare per i giovani, per le donne avvocato e per i colleghi che versano in difficoltà.

6.- Il processo telematico non potrà che essere esclusivo. Va abbandonato definitivamente il cartaceo. Per attuare ciò, occorre implementare con l’impiego di notevoli risorse, con una nuova puntuale organizzazione, informatica, con i necessari dispositivi di sicurezza, con una magistratura attrezzata e competente. Se ciò non sarà possibile entro la fine del 2015, si dovrà ripensare tutto e/o intraprendere diverse strade digitali (anche meno costose).

7.- L’avvocato non è imprenditore e gli ordini forensi non sono associazioni di imprese. L’avvocatura è estranea all’Antitrust.

8.- La Costituzione italiana riconosce nel lavoro (anche in quello autonomo e professionale) un fondamento della Repubblica.

Gli avvocati hanno diritto ad un compenso proporzionato ed adeguato. Sono nulle le convenzioni che contrastano con tali principi.

9.- Va contrastata con ogni mezzo la ulteriore revisione della geografia giudiziaria che prevede la demolizione di Corti di appello e di Tribunali.


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