Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi 

Scena tratta dal Film

Scena tratta dal Film "Il Gattopardo" - simbolo del declino aristocratico

 

 

Albert Hirschman ha egregiamente tematizzato uno degli ar­gomenti più costanti della retorica quello che lui definisce la «tesi della futilità» e che riassume tanto giustamente”. Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, nell’assistere al declino irreversibile dell’aristo­crazia di fronte alla borghesia: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Tale argomento può inten­dersi in due modi: o «conservare significa adattarsi», oppure «si può cambiare quanto sì vuole, alla fine tutto torna lo stes­so». In questo senso è particolarmente sottile, poiché permette di negare e insieme di giustificare la pertinenza di ogni scon­volgimento, a seconda che si insista sul suo carattere imperativo («bisogna») o sul suo cinismo disincantato («che tutto riman­ga come è»). Hirschman mostra con una certa malizia co­me questo argomento circoli quasi in ogni discorso politico, sottolineando quindi la perfetta omologia tra il desiderio di ri­voluzioni radicali e il puro rifiuto di qualsiasi cambiamento.

I cambiamenti più notevoli sono molto spesso i più irrisori. In altre parole, qualsiasi sconvolgimento effettivo non solo non è riconducibile alle sue anticipazioni, ai suoi timori, alle sue speranze, ai suoi effetti di annuncio o di commemora­zione, ma si rivela addirittura spesso perfettamente l’opposto. 

Così Nietzsche, tanto attento a tutte le forme di trasfigura­zione, di ribaltamento, di creazione, continua a denunciare la povertà e l’illusione degli eventi più rumorosi, più sensaziona­li, più patetici. Non per paura, ma giustamente per un gusto e un amore veritieri degli sconvolgimenti effettivi. Infatti, è suffi­ciente una certa attenzione per osservare che gli sconvolgimenti più profondi e più costitutivi si verificano generalmente «nell’o­ra senza voce», nella calma terrificante che precede le tempeste e non durante le tempeste stesse, quando non succede nulla di apparente, quando si aspetta e si contempla più che agire, quan­do il presente si estende fino ad assorbire qualsiasi nostalgia del passato e qualsiasi progetto di futuro. «Le parole più silenziose sono quelle che portano la tempesta. Pensieri, che incedono con passi di colomba, guidano il mondo». (Pierre Zaoui – L’arte di essere felici).

Maurizio de Tilla

 (Presidente A.N.A.I.)

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Le priorità irrinunciabili delle Battaglie ANAI

1.- Attuazione ed esecuzione della sentenza TAR Lazio che ha annullato il regolamento elettorale forense.

2.- Stralcio dalla riforma del processo civile delle disposizioni che limitano i diritti di difesa e di impugnazione (eccettuata l’abrogazione del filtro in appello).

3.- Attribuzione all’attività degli avvocati di una parte significativa dell’attività oggi svolta davanti al giudice con dispendio di spese e di risorse (emissione dei decreti ingiuntivi non esecutivi, convalida di licenze e sfratti per finita locazione e per morosità, atti di volontaria giurisdizione etc).

4.- Dal d.l. sulla concorrenza va stralciata la parte che riguarda l’avvocatura. No perentorio al socio di capitale.

5.- Va difesa l’autonomia e l’indipendenza della Cassa forense e va fortemente implementato il Welfare per i giovani, per le donne avvocato e per i colleghi che versano in difficoltà.

6.- Il processo telematico non potrà che essere esclusivo. Va abbandonato definitivamente il cartaceo. Per attuare ciò, occorre implementare con l’impiego di notevoli risorse, con una nuova puntuale organizzazione, informatica, con i necessari dispositivi di sicurezza, con una magistratura attrezzata e competente. Se ciò non sarà possibile entro la fine del 2015, si dovrà ripensare tutto e/o intraprendere diverse strade digitali (anche meno costose).

7.- L’avvocato non è imprenditore e gli ordini forensi non sono associazioni di imprese. L’avvocatura è estranea all’Antitrust.

8.- La Costituzione italiana riconosce nel lavoro (anche in quello autonomo e professionale) un fondamento della Repubblica.

Gli avvocati hanno diritto ad un compenso proporzionato ed adeguato. Sono nulle le convenzioni che contrastano con tali principi.

9.- Va contrastata con ogni mezzo la ulteriore revisione della geografia giudiziaria che prevede la demolizione di Corti di appello e di Tribunali.


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